di Antonio Conte
E, se qualcuno ti spiegasse che esiste un'altro web? Nooooo! Ebbene si! E' nato da tempo e sta crescedo, anche troppo velocemente. Ma dov'é! E' presto detto, ad esso si accede da device innovativi e di ultima generazione: gli smartphone. E' nato infatti dal fenomeno IPhone di Apple, e continua con l'IPOD, l'IPAD, con gli smarphone di ultima generazione e con le iniziative di Google tra cui Android, i Samsung e non dimentichiamoci di RIM con il fantastici BlackBerry. E, manco a dirlo ai Giornali piace. Piace all'editoria cartacea che era reticente a pubblciare sul web libero come hanno fatto prestigiose testate come il TIMES. Sul web 'aristocratico' l'utente paga, ma riceve qualità, autorevolezza di contenuti, anticipazioni, Archivi storici.
Al Web tradizionale rimarrà il caro vecchio browser 2.0 con i nuovi motori render allHTML 5.0 e con la tradizionale abitudine di mostrare ancora la barra indirizzi degli URL. Dall'altra parte, nel nuovo Web, gli indirizzi sono tutti linkati, infatti la navigazione è tutta guidata (da interessi economici, è chiaro), o se volete controllata da alcune major pioniere.
Nel web classico rimane il freemind, il tutto gratis ad ogni costo. Ma ancora per quanto? le Recenti normative sembrano stringere il cordone della blogsfera libera ed incontrollabile.
Anche il Governo o le Autorità Governative si pongono dunque il problema. Certamente, hanno a cuore la difesa della "Libertà" della rete in senso più ampio ma compartimentata culturalmente.
Per esempio recenti iniziative di Governo - racconta l'avv. Guido Scorzo nel suo sito - vorrebbero trasformare youtube in un canale televisivo, quindi soggetto alle noermative di settore, molto più restrittive.
Ed ancora. "In un rapporto - si legge in un documento del Comitato di Difesa Nazionale - presentato al Congresso dal Dipartimento della Difesa americano si evidenzia come la Cina sia in procinto di espandere la capacità di offesa militare dai tradizionali domini di terra, mare, cielo allo spazio cibernetico, con lo scopo di rendere vulnerabili le infrastrutture critiche dei principali concorrenti strategici e ridurre così il gap militare e tecnologico".
Anche il Wired, si legge in un recente articolo del Corriere della Sera sta per scrivere un nuovo numero con una copertina dal titolo esplosivo
«Il Web è morto?». La cosa è alquanto critica se si pensa che proprio il Wired è in prima file per la difesa del Web Libero.Quali le conseguenze? Tra tutte la creazione di due blogsfere: una colta e raffinata l'altra classica un po rude come il Far West.
Insomma non ci resta che aspettare per vedere cosa si trova ancora nel fondo del cilindro. Fatto è che le aziende che vogliono 'quotarsi' dovrebbero iniziare a pensare ad accordi con aziende che posseggono ìle infrastrutture per veicolare i propri contenuti, non meno importanti quelli pubblicitari. Il lato positivo? Se non altro tali aziende risparmierebbero nel web degli smartphone rispetto ai costi dei canali televisivi oggi in vigore.
Il target è senz'altro di livello imprenditoriale più elevato, proprio come il digital devide è sempre più ampio.
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