mercoledì 29 settembre 2010

La dichiarazione di indipendenza del Cyberspazio

Per gli bollenti liberi  riporto la Dichiarazione di indipendenza del Cyibersapzio di John Barlow del 1996.
"La dichiarazione di indipendenza del Ciberspazio" di John Perry Barlow

John Perry Barlow 
Governi del Mondo Industriale, Voi giganti stanchi di carne e acciaio, io vengo dal Cyberspazio, la nuova dimora della Mente. In nome del futuro, chiedo a voi del passato di lasciarci in pace. Non siete i benvenuti tra noi. Non avete sovranità alcuna là dove ci aduniamo.
Noi non abbiamo governi eletti, e non abbiamo intenzione di averne, quindi mi rivolgo a voi con nessuna altra autorità se non quella con cui si esprime la stessa libertà.
Io dichiaro lo spazio sociale globale che stiamo costruendo naturalmente indipendente e libero dalle tirannie che voi state cercate di imporci. Non avete alcun diritto morale di governarci e non possedete alcuno strumento di costrizione che dobbiamo realmente temere. Noi non vi abbiamo invitato. Voi non ci conoscete, e nemmeno conoscete il nostro mondo.
Non conoscete la nostra cultura, la nostra etica, o i codici non scritti che garantiscono già alla nostra società molto più ordine di quello voi potreste ottenere  con le vostre imposizioni.
Affermate che tra noi ci sono problemi che voi dovete risolvere. Voi usate questa affermazione come una scusa per invadere i nostri territori. La maggior parte di questi problemi non esiste. Il nostro mondo è diverso.
Il Cyberspazio consiste in scambi, rapporti e pensiero stesso, disposti come una potente onda nella ragnatela delle nostre comunicazioni. Il nostro è un mondo che si trova dappertutto e da nessuna parte, ma non dove vivono i corpi.
Stiamo creando un mondo dove tutti possano entrare senza privilegi o pregiudizi basati su razza, potere economico, militare, o stato sociale.
Noi stiamo creando un mondo dove chiunque ovunque possa esprimere le proprie opinioni, non importa quanto singolari, senza paura di venire costretto al silenzio o al conformismo.
Voi siete terrorizzati da vostri stessi figli, perché sono nativi in un mondo dove voi sarete sempre immigranti.
Nel nostro mondo, tutti i sentimenti e le espressioni di umanità, dall’avvilente all’angelico, sono parti di un tutto unico, il dialogo globale dei bit. Non possiamo separare l’aria soffocante dall’aria su cui si scaldano le ali.
Voi state cercando di respingere il virus della libertà edificando posti di guardia alle frontiere del Ciberspazio. Questi potranno tenere fuori il contagio per un poco, ma non funzioneranno in un mondo che sarà presto soffocato dai media basati sui bit.
 Dobbiamo dichiarare le nostre identità virtuali immuni alla vostra sovranità, pur continuando a consentirvi di governare sui nostri corpi. Ci diffonderemo attraverso il Pianeta così che nessuno potrà arrestare i nostri pensieri.
Noi creeremo una civiltà della Mente nel Ciberspazio. Possa essa essere più umana e onesta del mondo che i vostri governi hanno prodotto in precedenza.
Davos, Confederazione Elvetica
8 Febbraio 1996

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